"La gelosia - Tsukuru lo imparò da quel sogno - è la prigione più avvilente che ci sia al mondo. Perché è una prigione nella quale l’individuo si rinchiude da solo. Non ci viene spinto a forza da qualcuno. Ci entra di sua spontanea volontà, chiude la porta a chiave dall’interno e getta la chiave dalla finestra, al di là delle sbarre. E nessuno sa che lui è incastrato lì dentro. Naturalmente se volesse potrebbe andarsene. Perché quelle sbarre di ferro si trovano nel suo cuore. Ma non riesce a farlo. Il suo cuore è diventato duro come un muro di pietra. Questa è la natura della gelosia".

(L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio di Haruki Murakami)

"La gelosia - Tsukuru lo imparò da quel sogno - è la prigione più avvilente che ci sia al mondo. Perché è una prigione nella quale l’individuo si rinchiude da solo. Non ci viene spinto a forza da qualcuno. Ci entra di sua spontanea volontà, chiude la porta a chiave dall’interno e getta la chiave dalla finestra, al di là delle sbarre. E nessuno sa che lui è incastrato lì dentro. Naturalmente se volesse potrebbe andarsene. Perché quelle sbarre di ferro si trovano nel suo cuore. Ma non riesce a farlo. Il suo cuore è diventato duro come un muro di pietra. Questa è la natura della gelosia".

(L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio di Haruki Murakami)

La morte è una cosa curiosa. Viviamo tutta la vita come se non esistesse, ma il più delle volte è una delle ragioni in assoluto più importanti per vivere. Alcuni di noi ne diventano consapevoli così in fretta che vivono più intensamente, più ostinatamente, e in maniera più furiosa. Altri necessitano della sua costante presenza per sentirsi vivi. Altri ancora finiscono per accomodarsi nella sua sala d’attesa molto tempo prima che lei abbia annunciato il suo arrivo. La temiamo, eppure la gran parte di noi teme soprattutto l’eventualità che colpisca qualcun’altro, qualcuno a cui vogliamo bene. Perché la più grande paura legata alla morte è che ci passi accanto. Che si prenda chi amiamo. E che ci lasci soli. La gente aveva sempre detto che Ove era “inacidito”. Ma Ove non era affatto inacidito, cazzarola. Semplicemente, non era uno che andava in giro ridendo in continuazione. Bisognava essere trattati come criminali solo per questo?

La morte è una cosa curiosa. Viviamo tutta la vita come se non esistesse, ma il più delle volte è una delle ragioni in assoluto più importanti per vivere. Alcuni di noi ne diventano consapevoli così in fretta che vivono più intensamente, più ostinatamente, e in maniera più furiosa. Altri necessitano della sua costante presenza per sentirsi vivi. Altri ancora finiscono per accomodarsi nella sua sala d’attesa molto tempo prima che lei abbia annunciato il suo arrivo. La temiamo, eppure la gran parte di noi teme soprattutto l’eventualità che colpisca qualcun’altro, qualcuno a cui vogliamo bene. Perché la più grande paura legata alla morte è che ci passi accanto. Che si prenda chi amiamo. E che ci lasci soli. La gente aveva sempre detto che Ove era “inacidito”. Ma Ove non era affatto inacidito, cazzarola. Semplicemente, non era uno che andava in giro ridendo in continuazione. Bisognava essere trattati come criminali solo per questo?

"Il bambino segreto" è il quinto capitolo di una serie di ben 8 libri. Gli ultimi 3 non sono ancora usciti in Italia.

È fine estate quando Fjillbacka - una tranquilla cittadina della costa occidentale della Svezia, distante 150 km da Oslo - rimane coinvolta e sconvolta dall’omicidio di uno dei suoi abitanti: Erik Frankel, collezionista, professore ed esperto della seconda guerra mondiale, viene trovato morto nella sua casa, da due ragazzini entrati abusivamente.

[clicca sull’immagine per leggere la recensione completa]

"Il bambino segreto" è il quinto capitolo di una serie di ben 8 libri. Gli ultimi 3 non sono ancora usciti in Italia.

È fine estate quando Fjillbacka - una tranquilla cittadina della costa occidentale della Svezia, distante 150 km da Oslo - rimane coinvolta e sconvolta dall’omicidio di uno dei suoi abitanti: Erik Frankel, collezionista, professore ed esperto della seconda guerra mondiale, viene trovato morto nella sua casa, da due ragazzini entrati abusivamente.

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